Cocconato

Stilò entra in punta di piedi in questa casa di famiglia nel cuore delle colline astigiane, dove il tempo ha dato carattere a ogni dettaglio.

Insieme con il padrone di casa, Stilò affronta qui per la prima volta la sfida del Superbonus 110%, migliorando l’efficienza energetica di un edificio altamente disperdente per la vetustà dei serramenti e la forma della pianta.

Alla sostituzione del vecchio sistema di riscaldamento si sono affiancate le manutenzioni delle facciate, la sostituzione degli infissi e gli isolamenti. Con una cura particolare al dettaglio, in un attento equilibrio tra tecnologia e tradizione.

San Pietro in Vincoli

Un’incredibile avventura edilizia e artistica, un restauro che ha toccato tutte le porzioni dell’edificio: tetto, impianti, pavimenti, distribuzione, apparato decorativo, mobili. Un viaggio emozionante alla riscoperta della bellezza che ha coinvolto amministrazione pastorale, enti, professionisti, artigiani, tecnici, restauratori e la comunità locale in un gioco di squadra di straordinaria efficacia.

Per saperne di più:

Intervista agli Arch. Antonello Loi e Cristina Marietta (Restauri d’Arte, marzo 2021)

Cavoretto, il restauro di San Pietro in Vincoli (Torino Oggi 27.02.2021)

Parroci sepolti in chiesa, scoperte due tombe del 1800 (La Stampa Torino, 12.02.2021)

Un progetto complesso che ha coinvolto tutti (Speciale La Voce e il Tempo, 10.10.2021)

Cavoretto in festa per la sua chiesa (La Voce e il Tempo, 17.10.2021)

Memorial del Convento

La ristrutturazione comporta alcune modifiche planimetriche, volte a creare spazi a chiara vocazione funzionale. La generosità delle metrature, la maestosità delle sale originali e la bellezza dei pezzi fanno il resto, supportate da soluzioni architettoniche discrete e di qualità.

Mare Nero - Stilò Architetti

Mare Nero

Mentre all’esterno si restaurano i “bisuoli” in muratura, si fissano le verande in canne, si ripristinano gli infissi si riaccendono le pareti con il tipico intonaco il calce bianchissimo, all’interno fioriscono soluzioni per gli spazi minimi, curati con attenzione dal proprietario-stilista, che sceglie arredi fissi esclusivamente neri in onore dell’origine lavica dell’isola.
I pavimenti vengono realizzati in cemento, secondo la tradizione. I rivestimenti di bagni e cucina sono in cementine, la cui fantasia (in bianco e nero) viene disegnata appositamente e commissionata ad una fabbrica specializzata. Interruttori in ceramica comandano lampadari in vimini rigorosamente bianchi e neri. I sanitari, neri anch’essi, hanno linee moderne, così come la rubinetteria. Il piano della cucina, realizzato in cemento da maestranze locali, ha un meccanismo a ribalta che consente di accedere ad una cantinetta retrostante, al cui porta si mimetizza col muro grazie alla posa accurata del rivestimento.

San Sebastiano

Si comincia dalla sostituzione della coperture in cocciopesto -realizzate in epoca recente e causa di infiltrazione- con coperture in laterizio secondo la originaria conformazione. L’intervento interessa poi le murature (nuovi intonaci e pulizia delle facciate lapidee), i serramenti lignei (restaurati), il rosone (protetto con un cristallo unico aggiuntivo). All’interno tutti gli intonaci sono rinnovati, i costoloni in pietra ripuliti, la pavimentazione del coro smantellata e rifatta.

Pastorale Giovanile .- Stilò Architetti

Pastorale giovanile

Nel centro del lotto del Seminario Minore di Torino, antica magione del conte Gazzelli da Rossana, sotto una serie di superfetazioni accumulatesi negli anni, si nasconde un edificio settecentesco, che gli studiosi riconoscono come antica cappella gentilizia. Il brillante direttore della Pastorale Giovanile diocesana, riconoscendo nel complesso grandissime potenzialità per le attività dei ragazzi, lancia la proposta di trasformare il vecchio rudere in vero e proprio punto di riferimento per la Pastorale Giovanile. L’intervento, che si muove in un contesto di grande delicatezza dovuto ai vincoli paesaggistici e architettonici che insistono sull’immobile, mira a riportare in luce l’antico profilo della ex-chiesa, usato per anni come deposito (al piano terra) e aule (al piano primo).Oltre ad un profondo rimaneggiamento distributivo, l’intervento si concentra sull’eliminazione della grande tettoia che copre la facciata ovest, rendendo invisibile dall’esterno la scansione di lesene ed archi che caratterizza le facciate laterali. Al suo posto si realizza un volume parallelepipedo rivestito in corten, che ripropone in facciata la geometria dell’arco ma con materiali moderni, sobri e innovativi, tali da denunciare la loro epoca e far risaltare senza ambiguità i caratteri propri dell’edificio storico.Quest’ultimo prevede un intervento di risanamento conservativo delle facciate ammalorate. Da un punto di vista funzionale, il progetto prevede uffici al piano primo e due saloni flessibili al piano terra, in diretta comunicazione con il giardino a est e l’area attrezzata realizzata in occasione dell’Ostensione della Sindone.

Mole - Stilò Architetti

Mole

Un’impresa di costruzioni acquista una porzione dell’unico isolato scampato ai bombardamenti proprio di fronte alla Mole Antonelliana. L’immobile è carico di fascino, essendo stato fino a pochi anni fa, laboratorio per gli studenti delle scuole San Carlo, dove venivano formati artigiani scenografi, falegnami, decoratori.

Il mercato sembra suggerire la trasformazione in piccoli appartamenti, ma la particolarità della posizione chiede di esplorare anche un’altra via.

La brochure realizzata si può vedere qui.

Scala-Rampa per Santa Croce_ Stilò Architetti

Santa Croce

La parrocchia di Santa Croce serve un territorio di circa 14.000 abitanti e la chiesa parrocchiale non possiede nessun accesso adatto a disabili o a carrozzine.
Il giovane parroco decide di intervenire e chiede di progettare una nuova rampa, ma scarta da subito l’ipotesi di una soluzione amovibile chiedendo un progetto dai caratteri permanenti.
Stilò propone di mantenere la scala lapidea e inserisce la rampa “tra” i gradini. Il risultato è un intervento mimetico e al contempo monumentale. La scala si allarga di circa un metro, rubato al marciapiede: l’occasione è adeguata per realizzare un piccolo sagrato che riprende la forma originale del basamento della chiesa e costituisce uno sfogo per la socialità e il movimento dei fedeli, fino ad ora costretti in uno spazio minimo, pressato dalla vicinanza delle auto parcheggiate.

Seminario Minore _ Anfiteatro_ Stilò Architetti

Seminario Minore

Il Seminario Minore di Torino, immerso nel verde della prima collina torinese, viene scelto dall’Ufficio Pastorale dei Giovani e dei Ragazzi come centro operativo per l’accoglienza dei pellegrini in occasione della decima Ostensione della Santa Sindone.

Stilò procede alla sistemazione degli esterni con opere di drenaggio, semina e piantumazione di alberi e arbusti, illuminazione e sistemazione dei percorsi. La ristrutturazione di una vecchia falegnameria, adiacente allo spazio per le tende, ospita il nuovo blocco bagni a servizio dei campeggiatori. Si realizza anche la zona relax sfruttando la superficie coperta di antichi box; nella porzione a nord ovest si inserisce un anfiteatro a impatto ambientale nullo, costituito da guide di luserna disposte a semi-anelli crescenti che, assecondando la pendenza naturale del terreno, creano degli spalti dai quali assistere agli spettacoli all’aperto.

La vecchia vasca in cemento originariamente desinata ai giochi dei bambini, diventa una strategica area mixer da cui si domina il palcoscenico e si controllano le luci.