Dettaglio di una scala minimalista con ringhiere in metallo bianco ; minimal staircase detail with white metal bars

In green we trust

Stilò accompagna una famiglia in crescita nel compimento di un progetto di assestamento degli spazi vitali, ricavando da due piccoli alloggi sovrapposti, un duplex con carattere flessibile: oggi pensato per dare la giusta privacy ai ragazzi preadolescenti e agli anziani genitori; domani riconvertibile in 2 alloggi o in un più comodo appartamento con studio. Le superfici sono sfruttate al massimo, ricavando un insospettabile quanto necessario secondo servizio e spazi di stoccaggio in ogni nicchia.

Un tetris ardito ma divertente, grazie alla gioiosa determinazione della proprietaria di costruire per sè e per i suoi cari atmosfere nuove in spazi noti.

Torino Quadrilatero Romano Ristrutturazione piccoli spazi cucina piastrella spina di pesce verde stile marocchino ; renovated kitchen with green herringboone tiles

Su misura

Stilò ottimizza gli spazi dell’ingresso con la progettazione di un arredo su misura molto sobrio, che illumina, contiene (di tutto) e nasconde (il bagno, precedentemente in asse con l’entrata).

Progetta, in tandem con la proprietaria, una cucina in muratura che rievoca atmosfere di viaggi nordafricani, piena di gioia e di natura. Asseconda la stratificazione di oggetti carichi di storie, con la creazione di angoli colorati o neutri, molto saturi o molto vuoti, pronti per essere riempiti di vita.

Vista della facciata ristrutturata del piano superiore di cascina con pareti in stucco pulite, travi a vista, ringhiere metalliche del balcone ; renovated facade view of the upper floor of the farmhouse with clean plaster walls, visible beams and metal balcony railings

Mathimorfosi

Stilò recupera una vecchia cascina nelle valli di Lanzo e da quattro stanze e una autorimessa tira fuori due alloggi di cui uno duplex, dotato di terrazzo e ampio sottotetto.

L’ operazione richiede perseveranza perchè è una gimcana tra vincoli e possibilità offerte dalla normativa.

Alla fine, dopo un iter lungo ma non lunghissimo, da quattro stanze (+ fienile) con autorimessa condonata si è riusciti a realizzare due alloggi: l’uno, piccolo, a piano terra, con una luminosa cucina affacciata su giardino privato, disegnato su misura sulle esigenze della proprietaria. La posizione centrale, la facile accessibilità, la disponibilità del verde privato appena fuori la porta di casa concorrono a creare la casa perfetta per una signora sola ma con una vita intensa e piena di relazioni.

Ai piani superiori si ricava un secondo alloggio, pensato per un inquilino più giovane, indipendente e accessibile da una scaletta in ferro che nasconde un piccolo deposito. La chiusura del vecchio fienile consente la realizzazione di una spaziosa zona notte nel sottottetto, collegata al piano primo da una leggera scala in metallo. L’alloggio può inoltre fruire di un vasto terrazzo ad uso esclusivo, ricavato sulla copertura della sottostante nuova cucina.

La ristrutturazione ha implicato un importante efficientamento energetico attraverso l’isolamento dell’involucro e miglioramento sismico.

San Pietro in Vincoli

Un’incredibile avventura edilizia e artistica, un restauro che ha toccato tutte le porzioni dell’edificio: tetto, impianti, pavimenti, distribuzione, apparato decorativo, mobili. Un viaggio emozionante alla riscoperta della bellezza che ha coinvolto amministrazione pastorale, enti, professionisti, artigiani, tecnici, restauratori e la comunità locale in un gioco di squadra di straordinaria efficacia.

Per saperne di più:

Intervista agli Arch. Antonello Loi e Cristina Marietta (Restauri d’Arte, marzo 2021)

Cavoretto, il restauro di San Pietro in Vincoli (Torino Oggi 27.02.2021)

Parroci sepolti in chiesa, scoperte due tombe del 1800 (La Stampa Torino, 12.02.2021)

Un progetto complesso che ha coinvolto tutti (Speciale La Voce e il Tempo, 10.10.2021)

Cavoretto in festa per la sua chiesa (La Voce e il Tempo, 17.10.2021)

Memorial del Convento

La ristrutturazione comporta alcune modifiche planimetriche, volte a creare spazi a chiara vocazione funzionale. La generosità delle metrature, la maestosità delle sale originali e la bellezza dei pezzi fanno il resto, supportate da soluzioni architettoniche discrete e di qualità.

Il Nobile-Stilò Architetti

Il Nobile

Un avvocato di grido e una designer dai gusti raffinati acquistano un vasto appartamento in precollina. Ampia metratura da ristrutturare. Tre mesi di tempo.
Nell’appartamento c’è tutto: gli spazi di rappresentanza, quelli della convivialità, quelli funzionali e quelli strettamente privati.

Tutti pensati per una fruizione fluida, in un’idea di casa bella da mostrare e da vivere.

Chez Maxime

La ristrutturazione del luminoso alloggio di famiglia, al piano nobile di una storica palazzina nella prima collina torinese, viene elaborata attorno ad alcuni vincoli estetici e affettivi, fortemente voluti dal cliente. Innanzitutto la conservazione del corridoio, un segno della storia dell’edificio e della memoria personale.

Da questo incipit si sviluppa il progetto, tutto teso a rispecchiare, nel disegno degli spazi, la personalità e la vita dei suoi nuovi occupanti.

Forme e oggetti carichi di memoria trovano posto e senso dentro spazi pensati per ospitare la turbinante vita di una famiglia moderna. Centinaia di volumi di ogni genere assistono imperturbabili ai chiassosi giochi dei bambini, in una casa dove nessuno spazio è off limits, ma all’occorrenza ciascuno trova la sua intimità per studiare, per ospitare, per giocare, per lavorare.

Vinzaglio

Stilò disegna una immensa zona giorno, piena di luce naturale; allarga fino alla copertura il volume del salotto, creando una doppialtezza che consente di illuminare anche il sottotetto. Quest’ultimo è recuperato completamente con pavimenti e finiture di pregio, con molte cabine armadio e accoglienti spazi per il relax.

Arredi in metallo e legno disegnati su misura permettono di adeguare ogni spazio alle esigenze specifiche della proprietà.

PiazzaVittorio _ StiloArchitetti

Piazza Vittorio

In uno stabile del primo novecento, nel pieno centro di Torino, un ufficio di rappresentanza lascia l’appartamento che da anni usava come sede. La famiglia che abita sul medesimo pianerottolo decide ristrutture gli ex-uffici per ampliare la propria residenza, sfruttando la contiguità degli alloggi. Tuttavia pretende  di poter senza troppa fatica ritornare – un domani- a disporre di due appartamenti indipendenti.
L’intervento è pensato per essere completamente reversibile: con il sistema impiantistico (riscaldamento, impianto gas, antintrusione) predisposto per due unità immobiliari distinte. Dal punto di vista funzionale ed estetico, la trasformazione mira a mantenere e valorizzare i caratteri originari di pregio, intervenendo con superfici moderne nelle stanze “da rifare”: bagni e ingresso. I parquet originali vengono affidati ad artigiani esperti, integrati dove necessario con listelli di rovere nazionale e lucidati. Le mattonelle cementine vengono salvaguardate e tutti i pavimenti riportati al loro splendore originario. Per la nuova cucina e i nuovi bagni vengono scelte linee pure e minimaliste. I sobri rivestimenti in resina risolvono l’accostamento tra lo stile classico e delle camere e la moderna funzionalità degli spazi di servizio.

Pastorale Giovanile .- Stilò Architetti

Pastorale giovanile

Nel centro del lotto del Seminario Minore di Torino, antica magione del conte Gazzelli da Rossana, sotto una serie di superfetazioni accumulatesi negli anni, si nasconde un edificio settecentesco, che gli studiosi riconoscono come antica cappella gentilizia. Il brillante direttore della Pastorale Giovanile diocesana, riconoscendo nel complesso grandissime potenzialità per le attività dei ragazzi, lancia la proposta di trasformare il vecchio rudere in vero e proprio punto di riferimento per la Pastorale Giovanile. L’intervento, che si muove in un contesto di grande delicatezza dovuto ai vincoli paesaggistici e architettonici che insistono sull’immobile, mira a riportare in luce l’antico profilo della ex-chiesa, usato per anni come deposito (al piano terra) e aule (al piano primo).Oltre ad un profondo rimaneggiamento distributivo, l’intervento si concentra sull’eliminazione della grande tettoia che copre la facciata ovest, rendendo invisibile dall’esterno la scansione di lesene ed archi che caratterizza le facciate laterali. Al suo posto si realizza un volume parallelepipedo rivestito in corten, che ripropone in facciata la geometria dell’arco ma con materiali moderni, sobri e innovativi, tali da denunciare la loro epoca e far risaltare senza ambiguità i caratteri propri dell’edificio storico.Quest’ultimo prevede un intervento di risanamento conservativo delle facciate ammalorate. Da un punto di vista funzionale, il progetto prevede uffici al piano primo e due saloni flessibili al piano terra, in diretta comunicazione con il giardino a est e l’area attrezzata realizzata in occasione dell’Ostensione della Sindone.